Gilles

Gilles Villeneuve was one of the most – if not the most – beloved drivers of a Ferrari in Formula One.
That was not just because of his reckless driving style, which in those years could easily mean fatal consequences, but also because of his innate class, which made some races memorable for generations of race enthusiasts in the 70s and 80s. Those fans, alas, lost him way too soon in a crash during a qualifying session at Zolder circuit, in May 1982.
What is left are his incredible skills and races, for which he was often called the Aviator.


Gilles Villeneuve è stato uno dei più amati – se non il più amato – piloti Ferrari in Formula 1.
Merito non solo della sua guida spericolata, che in quegli anni poteva significare facilmente conseguenze fatali, ma anche della sua innata classe, che ha reso alcuni gran premi memorabili per le generazioni di appassionati delle corse negli anni ’70 e ’80. Appassionati a cui fu strappato dal destino in un incidente in prova, sul circuito di Zolder nel maggio del 1982.
Di lui rimangono gare e manovre in pista incredibili, che gli valsero il soprannome di Aviatore.

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Heuston Station

Dublin, as we all well know, can offer you the whole four seasons in a single day, and yesterday was just one of those days with rain, sun, wind and then again rain and then sun and so on. I’ve lost count of how many times the weather turned.
Luckily, I went with the Sketchers to Heuston Station, which sheltered me from the weather (not the wind, as drafts kept coming to the waiting room and didn’t leave me in peace for a minute).
Gray markers and black ink on paper.


Dublino, come sappiamo, può offrirti tutte e quattro le stagioni nel volgere di un solo giorno, e ieri è stata proprio una di quelle giornate con pioggia, sole, vento e ancora pioggia battente e poi sole eccetera. Ho perso il conto di quante volte si sono alternate.
Per fortuna con gli Sketchers sono andato alla Heuston Station, che mi ha riparato dalle intemperie (non dal vento, che entrava nella sala d’attesa e non mi ha lasciato in pace un minuto).
Pennarelli grigi e inchiostro nero su carta.

Modern Dublin

Gran Canal Dock is one of the most modern areas in Dublin; it started being built from the late ’90s. I came to Dublin in 1999, and used to live very close to where I was sitting taking this sketch.
I lived in one of the very few buildings that had been completed at the time. Around it, practically all of the other buildings were still under construction. It still impresses me seeing how different this area has become.


Gran Canal Dock è una delle parti di Dublino più moderne, costruita a partire dalla fine degli anni ’90. Io mi trasferii qui a Dublino nel ’99, e venni ad abitare proprio vicino a questa zona.
Abitavo in uno dei pochissimi palazzi già pronti. Intorno c’erano praticamente solo cantieri in costruzione. Vedere questa zona oggi mi fa sempre una certa impressione.

At the Hugh Lane Gallery

Yesterday we went to the beautiful Hugh Lane Gallery with the Sketchers, one of my favorite places in Dublin.
This time I chose a very impressive picture, “Close” by Elizabeth Magill. I knew I could never reproduce the beauty of the original painting, but I knew that about all the paintings I had already copied too… Moreover, the original painting has a nice use of monochrome, blue, and of course my grey markers can’t provide the same result. I decided it was worth trying anyway with my markers plus a black brush.

Ieri con gli Sketchers siamo andati alla bellissima Hugh Lane Gallery, uno dei miei posti preferiti a Dublino.
Questa volta ho scelto un quadro molto suggestivo, “Close” di Elizabeth Magill. Sapevo che non sarei mai riuscito a rendere la bellezza del quadro originale, ma del resto lo sapevo di tutti i quadri che già avevo copiato… Oltretutto il quadro originale ha un bell’uso del monocromatico, in blu, e ovviamente i grigi non riescono a dare gli stessi risultati. Ho deciso che valeva la pena provare comunque con i miei tre pennarelli grigi e il pennello nero.

A whole new way to insult me…

That day I was at Meeting House Square, in Temple Bar, and was sketching the Italian pizzeria ‘Al Vesuvio’ (formerly known as ‘Il Baccaro’, one of the very few authentic Italian restaurants in Dublin in the 90s/2000s).
I was sitting on one of the benches around the square, with other Sketchers, when suddenly a man across the square started shouting ‘hey you! You old pervert, you bastard’ (excuse the French, but he actually used those very words, with a thick Dublin accent). A guy who was sitting on another bench, close to him, asked him quietly ‘Excuse me, are talking to me?”, And the man, as a response, points his finger at me and then shouts ‘no, I’m talking to the old man with the beard down there! You pervert, you bastard!’.
I’ve never felt so offended in my life. HE CALLED ME AN OLD MAN!


Quel giorno ero in Meeting House Square, in Temple Bar, a disegnare questo scorcio con la pizzeria italiana “Al Vesuvio” (un tempo, anni ’90/2000, quando si chiamava “Il Baccaro”, uno dei pochissimi ristoranti davvero italiani a Dublino).
Ero seduto sulle panchine che fanno quadrato in centro, con altri Sketchers, quando all’improvviso un uomo dall’altra parte della piazza inizia a urlare “ehi tu! Tu, vecchio bastardo pervertito” (scusate i francesismi, disse proprio così, in inglese con accento dublinese). Un tizio sulla panchina più vicina a lui gli chiede pacatamente “scusa amico, ce l’hai con me?”, e lui per tutta risposta mi indica e urla “no, ce l’ho con quello anziano con la barba lì in fondo! Bastardo pervertito!”.
Non mi sono mai sentito così offeso in vita mia. ANZIANO?! A CHI?!

An afternoon at the park

An afternoon spent with the Sketchers on a bench at St. Patrick’s Park, just beside the beautiful cathedral. The fear of rain (and it did rain, lightly, for a few minutes, forcing me to stop) made me do things faster than usual, but this is not necessarily a bad thing: it has allowed me to sketch a bit more loosely, with less detail. At the end of the day, I needed it as way too often I get lost in details that I should ignore or simplify.


Un pomeriggio speso con gli Sketchers sulla panchina al St. Patrick’s Park,, il parco attaccato alla bella cattedrale. La paura della pioggia (e qualche goccia è caduta, costringendomi a fermarmi per qualche minuto) mi ha fatto fare le cose un po’ in fretta, ma questo non è necessariamente un male: mi ha permesso di mantenere un tratto più libero e meno dettagliato. In fondo ne ho bisogno perché troppo spesso mi perdo in dettagli che potrei benissimo ignorare o semplificare.

Wherever I am, whenever I can

By now, drawing has not just become a simple habit, but literally part of my life. Every time I can, I take a pencil and draw something. Whatever I find, it doesn’t matter.
During the days spent in the hospital for my mother’s operation, I drew a bit of everything: the faces of the models in a fashion magazine, or I would just look out and sketch the balconies and windows of the building in front of the hospital.
Nothing memorable, trust me. Here I’ll show a couple of sketches that turned out at least decently. The rest I better keep it for myself…
I’m glad that drawing has become so steadily part of me. I really can’t think of myself before that day, almost eight years ago, when I said ‘I want to take the only talent I’ve ever had seriously’.


Ormai il disegno non è diventato una semplice abitudine, ma letteralmente una parte della mia vita. Ogni volta che posso, prendo una matita e comincio a disegnare qualcosa. Qualsiasi cosa mi si presenti davanti.
Durante i giorni passati in ospedale per l’operazione di mia madre, ho disegnato un po’ di tutto: i volti delle modelle su una rivista di moda, oppure semplicemente guardavo fuori e disegnavo i balconi e le finestre del palazzo di fronte all’ospedale.
Niente di memorabile, sia chiaro. Qui mostro un paio di disegni venuti almeno decentemente. Il resto è meglio se me lo tengo per me…
Sono contento che questa cosa sia entrata così stabilmente a far parte di me. Non riesco davvero a pensare a me stesso prima di quel giorno, quasi otto anni fa, in cui mi sono detto “voglio prendere seriamente l’unico talento che ho mai avuto”.

At last

On a very cold and rainy day in Dublin, I finally got back to my beloved Sketchers after more than a month of absence. I really missed the folks and the urban sketching a lot.
We went to a small park (it looks more like a yard with grass) in the city centre, called Eileen McLoughlin Park, protected from the rain by a rather large shelter.
I have tried, for the occasion, to force the perspective of a building, obsessed as I am, lately, with the beautiful works published by Paul Heaston. I strongly suggest you to see his beautiful sketches.


In una freddissima e piovosa giornata dublinese, sono finalmente tornato a disegnare con gli Sketchers, dopo più di un mese d’assenza. I ragazzi e l’urban scketcking mi erano mancati davvero tanto.
Siamo stati in un piccolo parco (sembra infatti più un cortile con l’erba) in centro, chiamato Eileen McLoughlin Park, sotto una tettoia per ripararci.
Ho provato, per l’occasione, a forzare la prospettiva di un palazzo, ossessionato come sono, ultimamente, con l’aberrazione prospettica per “colpa” dei bellissimi lavori pubblicati da Paul Heaston. Vi invito caldamente a prendere visione dei suoi splendidi disegni.

My friends’ living room

This Sunday I should be able to join the Sketchers again.
In the meantime, a reminder of a visit made to my dear friends in their lovely and cozy home near Wexford, just about a year ago.


Domenica dovrei, salvo sorprese, riuscire a riunirmi agli Sketchers.
Nel frattempo, il ricordo di una visita fatta a carissimi amici nella loro bella e accogliente casa vicino a Wexford, fatta proprio un anno fa.

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