Wherever I am, whenever I can

By now, drawing has not just become a simple habit, but literally part of my life. Every time I can, I take a pencil and draw something. Whatever I find, it doesn’t matter.
During the days spent in the hospital for my mother’s operation, I drew a bit of everything: the faces of the models in a fashion magazine, or I would just look out and sketch the balconies and windows of the building in front of the hospital.
Nothing memorable, trust me. Here I’ll show a couple of sketches that turned out at least decently. The rest I better keep it for myself…
I’m glad that drawing has become so steadily part of me. I really can’t think of myself before that day, almost eight years ago, when I said ‘I want to take the only talent I’ve ever had seriously’.


Ormai il disegno non è diventato una semplice abitudine, ma letteralmente una parte della mia vita. Ogni volta che posso, prendo una matita e comincio a disegnare qualcosa. Qualsiasi cosa mi si presenti davanti.
Durante i giorni passati in ospedale per l’operazione di mia madre, ho disegnato un po’ di tutto: i volti delle modelle su una rivista di moda, oppure semplicemente guardavo fuori e disegnavo i balconi e le finestre del palazzo di fronte all’ospedale.
Niente di memorabile, sia chiaro. Qui mostro un paio di disegni venuti almeno decentemente. Il resto è meglio se me lo tengo per me…
Sono contento che questa cosa sia entrata così stabilmente a far parte di me. Non riesco davvero a pensare a me stesso prima di quel giorno, quasi otto anni fa, in cui mi sono detto “voglio prendere seriamente l’unico talento che ho mai avuto”.

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