St. Stephen’s Green Shopping Centre

Another pleasant Sunday spent with the Sketchers, this time at the St. Stephen Green Shopping Center.
I went to the same place I had been a while ago (with the Sketchers I mean), on the third floor of the shopping centre. The difference is that that time I sketched what I saw from the windows, while this time I drew the cafe itself.
I used the iPad and colours (which I’m still struggling with, but time is a healer, they say…), alas with very little time available – I was late, and I had just over an hour to finish – and did’t get the result I was hoping for at the beginning.
Let’s say it’s more a loose sketch than a finished job. Hope you don’t mind too much. For this time at least…


Un’altra gradevole domenica con gli Sketchers, questa volta al St. Stephen Green Shopping Centre.
Sono andato nello stesso locale in cui ero stato tempo fa (con gli Sketchers, intendo), al terzo piano. La differenza è che quella volta disegnai ciò che vedevo dai finestroni, mentre stavolta ho disegnato il locale stesso, spostandomi nella parte più interna.
Ho usato l’iPad e i colori (con cui ancora faccio molta fatica ad adattarmi, ma il tempo è galantuomo, dicono…), ma il poco tempo a disposizione – ero parecchio in ritardo, e ho avuto poco più di un’ora per finire – non mi hanno permesso di ottenere i risultati che speravo all’inizio.
Diciamo che è più uno schizzo di un disegno finito. Per ora spero vi possiate accontentare. Ma restate esigenti, mi raccomando…

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Sketching 2.0

First meeting with the Sketchers in 2018, at the National Gallery.
It was also the first time I took the new iPad out for live sketching. The chosen subject needs no introduction, both for its beauty and its peculiar story: The Taking of Christ (here you’ll read about how this painting was found) by Caravaggio. I drew only one detail of the whole painting because of the short time available (an hour and a half).
Please don’t be cruel: avoid a comparison with the original…


Primo raduno del 2018 con gli Sketchers, alla National Gallery di Dublino.
È stata anche la prima volta in cui ho usato il nuovo iPad. Il soggetto scelto non ha certo bisogno di presentazioni, sia per la bellezza che per la sua storia particolare: la Cattura di Cristo (andate a leggervi su come fu ritrovato questo quadro, ne vale la pena) di Caravaggio. Ne ho disegnato solo un particolare perché il tempo a disposizione non era tantissimo (un’ora e mezza).
Non siate cattivi per favore: evitate confronti con l’originale…

Sketching the Sketchers

Like last year, the Sketchers met at Centra in Westland Row, at the cafe downstairs, and sketched while David and John entertained everybody with a guitar and a violin. The incredibly cold weather has unfortunately made us leave sooner than the usual.
There have been quite a few sketches of sketchers in this session, as you can see by looking at what I drew: we were all really very close to one another and portraying people was an almost inevitable consequence.
However it was nice to be able to join the Sketchers again after a month of absence: I was feeling quite rusty I must admit.


Come l’anno scorso, gli Sketchers si sono ritrovati al Centra di Westland Row, al caffè del piano di sotto, e dove David e John ci hanno intrattenuto con la chitarra e col violino. Il clima incredibilmente freddo ha purtroppo fatto in modo che nessuno restasse troppo a lungo purtroppo.
Ci sono stati parecchi disegni di disegnatori in questa sessione, come potrete notare guardando il mio disegno: eravamo tutti davvero molto vicino l’un l’altro e ritrarsi è stata una conseguenza quasi inevitabile.
Comunque è stato bello poter tornare dopo un mese d’assenza: mi sentivo parecchio arrugginito.

Try again…

The weeks without joining the Sketchers suddenly became three, yesterday.
I was on the way to pick up my friends and fellow Dublin Sketchers James and Jessica when my car decided that she wasn’t in the mood for going downtown… Too bad.
Thus, right in front of Morton’s in Firhouse, James and Jessica came to give me support: they helped me move the car, stayed with me waiting for the pick up truck, and also took me back home… In short, what more could you ask from friends?!
So no drawings yesterday (I then sketched my living room last night, but it turned out crap and does not deserve a publication), therefore here’s another old one, waiting – I hope! – for next Sunday to finally joining the Sketchers again.
This sketch was taken at the Collins Barracks, from a pretty realistic mannequin.
Ps. Thanks also to good ol’ Leo for yesterday.


Le settimane senza unirmi agli Sketchers sono diventate all’improvviso tre.
Purtroppo, sulla strada per andare a prendere gli amici James e Jessica la mia macchina ha deciso che fino in centro non aveva voglia di andare… Peccato.
Così, davanti a Morton’s in Firhouse, James e Jessica sono venuti a darmi supporto aiutandomi a muovere la macchina, stando con me ad aspettare il carro attrezzi, riaccompagnandomi a casa… Insomma, che si può volere di più dagli amici?!
Insomma niente disegni ieri (ho poi disegnato il mio salotto ieri sera, ma è venuta una mezza schifezza e non merita una scansione), e quindi ne pubblico un altro vecchio in attesa – spero! – di domenica prossima di nuovo con gli Sketchers.
Questo disegno l’ho fatto alle Collins Barracks, ed è un manichino piuttosto realistico.

Ps. Un grazie anche al vecchio Leo per ieri.

Busy days.

Forgive the long absence. I didn’t stay away from daily sketching in years.
Some physical problem (kidney stones, which fortunately no longer trouble me) and an imminent change of address are not giving me the necessary “tranquility” to sit at the table and draw. The kidney stones began while I was doing Inktober, and I left it behind unfortunately: I’ll try again next year. For now, though, I must try harder and draw something, anything, no matter how stupid, every day. Nothing worth publication on the blog or elsewhere, but it’s important to draw at least once a day.
I also skipped a couple of meetings with the Sketchers, and I’ll almost certainly skip the next two, due to our moving to the new place. Alas that’s the way things go sometimes, but fortunately they get back into place at some point.
Meanwhile, here’s a sketch from one my old sessions with the Sketchers: It’s a sketch that came to me very naturally, mostly on the perspective.
I will shortly publish the few drawings for Inktober that I did not publish (just a handful before I finally gave in), and the last session with the Sketchers from a couple of weeks ago.


Scusate la lunga assenza. Non mi capitava da anni di stare così lontano dal disegno.
Qualche leggero problema fisico (coliche renali, che per fortuna non mi danno più noia) e un trasloco imminente non mi stanno dando la necessaria “tranquillità” per sedermi al tavolo e disegnare. Le coliche renali mi sono arrivate mentre partecipavo a Inktober, e l’ho lasciato indietro purtroppo: sarà per l’anno prossimo. Ora però devo sforzarmi di fare un disegno, anche stupido, almeno una volta al giorno: niente che valga la pena pubblicare, magari, ma è importante.
Ho anche saltato un paio di meeting con gli Sketchers, e salterò quasi sicuramente i prossimi due, causa trasloco. Purtroppo alle volte le cose vanno così, poi si rimettono a posto.
Nel frattempo, un disegno inedito da una mia vecchia sessione proprio con gli Sketchers: uno di quelli che mi sono venuti meglio sotto il profilo della prospettiva, in modo molto naturale.
Poi a breve pubblicherò i disegni rimasti per Inktober che non ho pubblicato (giusto una manciata, prima che mollassi definitivamente), e l’ultima sessione con gli Sketchers di un paio di settimane fa.

Stubbornness and felt tip pen

I know: those who know me for a while also know how stubborn I can be. Unfortunately, this also affects my drawing: yesterday for instance, with the Sketchers at Iveagh Gardens, I knew I was going to engage into something hard to handle, especially with a 0.4 felt tip pen. But I did it anyway.
I don’t really like the result: the plants I drew don’t give me the right feel of depth.
However, I decided to publish it, mostly to remind me that the road between the idea I have in mind and its satisfactory execution is still very long.


Che sono cocciuto lo sa chiunque mi conosca da un po’. Purtroppo questo succede anche quando disegno: ieri, con gli Sketcher agli Iveagh Gardens, per esempio, sapevo che mi sarei imbarcato in qualcosa difficile da gestire, soprattutto con il solo tratto 0.4.
Così è stato. Il disegno che ho fatto non mi piace molto: le piante non rendono secondo me la giusta profondità.
Ho comunque deciso di pubblicarlo, tanto per ricordarmi che la strada tra l’idea che ho in testa e una sua esecuzione soddisfacente è ancora lunghissima.

The Botanic Gardens

The visit to the Botanic Gardens with the Sketchers presented two small unforeseen circumstances: a few little drizzles that forced me to stop for short periods, and the end of my light gray marker when the job was almost done. Luckily none of the problems was insurmountable, especially that of rain.
The place is really enjoyable, with its nice scents and rich nature. It’s a pity that this place is so far from my house, or I would be there very often.


La visita ai Botanic Gardens di Dublino con gli Sketchers ha presentato due piccoli imprevisti: un po’ di pioggerella che mi ha costretto a fermarmi per brevi periodi, e la fine del mio pennarello grigio chiaro a lavoro quasi ultimato. Per fortuna nessuno dei due problemi è stato insormontabile, soprattutto quello della pioggia.
Il posto è davvero godibile, con i suoi profumi e la natura ricchissima. Peccato sia distante da casa mia, o ci verrei molto spesso.

The Custom House and the Liberty Hall

Last Sunday, with the Sketchers, I visited the Custom House.
The rain didn’t allow me to finish the sketch in the gardens: I had to take a photo while I was in inking and then completed the drawing inside the building.
I don’t really like drawing from a picture, but unfortunately Dublin is always unpredictable when it comes to weather.
In the background, the Liberty Hall, built in 1965.


In vista, con gli Sketchers, alla Custom House.
La pioggia non mi ha permesso di finire il disegno nei giardini: ho dovuto fare una foto mentre stavo inchiostrando e ho completato il disegno nei locali all’interno del palazzo.
Non mi piace proprio disegnare da una foto, ma purtroppo Dublino è sempre imprevedibile quando si tratta di meteo.
Sullo sfondo, il grattacielo Liberty Hall, costruito nel 1965.

Using the Pen Like a Pencil

For some time I used different types of pencils for my drawings with the Sketchers.
I normally would start from the light HB pencil for the beginning of the sketch, and then use 2B, 4B, 6B, 8B and 9B to add “volume”. Although the difference in the various tones was evident, I did not meet the depth I wished, and soon became a bit frustrated.
Then one day I found out that people were doing great jobs with a simple Bic pen, and decided I’d give it a try: mistakes can not be corrected with a rubber, but the depth sense I got was much more satisfactory.
This type of pen gives you the ability to use ink almost the same way you use graphite with pencils. You have to be careful, because you can’t easily fix a mistake, but in my opinion it is definitely worth the risk.
Lately I’ve been mostly using cross-hatching or gray-colored markers for my sketches, which allow me a little faster results, especially when drawing something with short time available, but every now and again I go back and use the Bic pen because I like that rough look it gives to some of my works.


Per un certo periodo ho usato diversi tipi di matite per i miei disegni con gli Sketchers.
Partivo dall’HB per il disegno principale e poi usavo, per le ombre, matite 2B, 4B, 6B, 8B e 9B. Nonostante la differenza della grafite fosse evidente, non mi soddisfaceva la profondità che ottenevo.
Da qui, un giorno, la decisione di passare alla penna Bic: gli errori non si possono correggere con una gomma, ma il senso di profondità che ottenevo era molto più completo.
Questo tipo di penna ti dà la possibilità di utilizzare l’inchiostro quasi allo stesso modo in cui usi la grafite con le matite. Bisogna starci attenti, perché se commetti un errore vistoso non lo puoi praticamente rimediare, ma il gioco vale la candela secondo me.
Oggi uso più spesso il cross-hatching o la colorazione con pennarelli grigi, che mi permettono risultati un po’ più rapidi soprattutto quando disegno qualcosa con poco tempo a disposizione, ma ogni tanto la Bic – devo ammetterlo – mi riconquista col suo tratto “sporco”.

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