More from #Inktober2017 – Update

Another seven days have passed.
I had to catch up with three days that for various reasons I could not complete, but I’m back on track (actually, I’ll be back on track tonight with today’s topic).
In the last four drawings I went back to using the Bic pen, and maybe I’ll use it for a while. Then I might go crosshatching again. Who knows…
It’s nice to have to think about something different every day, to quickly plan something interesting to put on paper and then get to action.
Here is the list of drawn subjects.
11 – Run
12 – Shattered
13 – Teeming
14 – Fierce
15 – Mysterious
16 – Fat
17 – Graceful


Altri sette giorni sono passati.
Ho dovuto recuperare tre giorni che per impegni vari non ero riuscito a completare, ma sono tornato in parità (o meglio, stasera col tema di oggi tornerò in parità).
Negli ultimi quattro disegni ho voluto tornare a usare la penna Bic, e magari la userò per un po’. Poi passerò di nuovo al crosshatching. Chissà…
È bello dover pensare ogni giorno a qualcosa di diverso, pensare a qualcosa di interessante da mettere su carta e poi passare all’azione.
Ecco la lista dei soggetti disegnati.
11 – Corsa
12 – A pezzi
13 – Abbondante/Scrosciante
14 – Fiero
15 – Misterioso
16 – Grasso
17 – Grazioso

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The Botanic Gardens

The visit to the Botanic Gardens with the Sketchers presented two small unforeseen circumstances: a few little drizzles that forced me to stop for short periods, and the end of my light gray marker when the job was almost done. Luckily none of the problems was insurmountable, especially that of rain.
The place is really enjoyable, with its nice scents and rich nature. It’s a pity that this place is so far from my house, or I would be there very often.


La visita ai Botanic Gardens di Dublino con gli Sketchers ha presentato due piccoli imprevisti: un po’ di pioggerella che mi ha costretto a fermarmi per brevi periodi, e la fine del mio pennarello grigio chiaro a lavoro quasi ultimato. Per fortuna nessuno dei due problemi è stato insormontabile, soprattutto quello della pioggia.
Il posto è davvero godibile, con i suoi profumi e la natura ricchissima. Peccato sia distante da casa mia, o ci verrei molto spesso.

Inktober 2017 – Upgrade

Second upgrade for Inktober 2017.
This sketches weren’t scanned as I normally would because they were thought and realised quickly, so I think the raw results through simple photos taken with the phone are more appropriate than a polished scan. What do you think?
These were the topics.
4 – Underwater
5 – Long
6 – Sword
7 – Shy
8 – Crooked
9 – Screech
10 – Gigantic


Secondo aggiornamento per Inktober 2017.
Le immagini che ho fatto non le prendo con lo scanner, perché sono state pensate e buttate giù rapidamente, e quindi penso che la resa grezza del lavoro attraverso semplici foto col telefono vada benissimo. Che ne pensate?
Ecco i temi trattati.
4 – Sott’acqua
5 – Lungo
6 – Spada
7 – Timido
8 – Storto, Disonesto
9 – Grido, stridio
10 – Gigantesco

The Custom House and the Liberty Hall

Last Sunday, with the Sketchers, I visited the Custom House.
The rain didn’t allow me to finish the sketch in the gardens: I had to take a photo while I was in inking and then completed the drawing inside the building.
I don’t really like drawing from a picture, but unfortunately Dublin is always unpredictable when it comes to weather.
In the background, the Liberty Hall, built in 1965.


In vista, con gli Sketchers, alla Custom House.
La pioggia non mi ha permesso di finire il disegno nei giardini: ho dovuto fare una foto mentre stavo inchiostrando e ho completato il disegno nei locali all’interno del palazzo.
Non mi piace proprio disegnare da una foto, ma purtroppo Dublino è sempre imprevedibile quando si tratta di meteo.
Sullo sfondo, il grattacielo Liberty Hall, costruito nel 1965.

Inktober 2017 has started

These are the first three drawings I did for #Inktober2017.
Aside from the first, which I did not following the official prompt list (I didn’t have it), the other two were drawn according to it.
Hopefully I’ll be able to draw and publish (on Facebook) every day. I’ll also publish my works on this blog, gathered in small groups every three or four days.
Here are the first three drawings and the theme of the day.
1/10 – Tribute to Andrea Pazienza (the theme was supposed to be ’Swift’)
2/10 – Divide
3/10 – Poison


Questi sono i primi tre disegni che ho fatto per #Inktober2017.
A parte il primo, che non ho fatto seguendo la lista ufficiale perché non l’avevo a portata, gli altri due li ho fatti seguendo il tema del giorno proposto.
E spero di seguire anche tutti gli altri senza saltarli. Li sto pubblicando su Facebook giornalmente, e li pubblicherò qui ogni tre o quattro giorni, raggruppati e con la lista dei temi affrontati.
1/10 – Omaggio ad Andrea Pazienza (il tema invece era “Rapido”)
2/10 – Dividi
3/10 – Veleno

Using the Pen Like a Pencil

For some time I used different types of pencils for my drawings with the Sketchers.
I normally would start from the light HB pencil for the beginning of the sketch, and then use 2B, 4B, 6B, 8B and 9B to add “volume”. Although the difference in the various tones was evident, I did not meet the depth I wished, and soon became a bit frustrated.
Then one day I found out that people were doing great jobs with a simple Bic pen, and decided I’d give it a try: mistakes can not be corrected with a rubber, but the depth sense I got was much more satisfactory.
This type of pen gives you the ability to use ink almost the same way you use graphite with pencils. You have to be careful, because you can’t easily fix a mistake, but in my opinion it is definitely worth the risk.
Lately I’ve been mostly using cross-hatching or gray-colored markers for my sketches, which allow me a little faster results, especially when drawing something with short time available, but every now and again I go back and use the Bic pen because I like that rough look it gives to some of my works.


Per un certo periodo ho usato diversi tipi di matite per i miei disegni con gli Sketchers.
Partivo dall’HB per il disegno principale e poi usavo, per le ombre, matite 2B, 4B, 6B, 8B e 9B. Nonostante la differenza della grafite fosse evidente, non mi soddisfaceva la profondità che ottenevo.
Da qui, un giorno, la decisione di passare alla penna Bic: gli errori non si possono correggere con una gomma, ma il senso di profondità che ottenevo era molto più completo.
Questo tipo di penna ti dà la possibilità di utilizzare l’inchiostro quasi allo stesso modo in cui usi la grafite con le matite. Bisogna starci attenti, perché se commetti un errore vistoso non lo puoi praticamente rimediare, ma il gioco vale la candela secondo me.
Oggi uso più spesso il cross-hatching o la colorazione con pennarelli grigi, che mi permettono risultati un po’ più rapidi soprattutto quando disegno qualcosa con poco tempo a disposizione, ma ogni tanto la Bic – devo ammetterlo – mi riconquista col suo tratto “sporco”.

That’s the spirit

With the Sketchers we have been at the Icon Factory in Temple Bar, a place where young artists reinvented a degraded area with wonderful results.
This seems to reflect the spirit of those who almost thirty years ago turned a practically abandoned area into one of the most original and innovative quarters in Europe.
Unfortunately, the business has watered down almost all those initiatives, transforming Temple Bar into a massive point of attraction for tourists. Yet someone still seems to retain that spirit (and in the same area too) and I hope that Dublin, in one way or another, will always be able to these chances to those who really want to do something different.


Con gli Sketchers siamo stati in Temple Bar alla Icon Factory, un posto dove giovani artisti hanno affittato spazi e riqualificato un’area degradata, con splendidi risultati.
La cosa sembra riflettere un po’ lo spirito di quelli che quasi trent’anni fa trasformarono un’area praticamente abbandonata in uno dei quartieri più originali e innovativi in Europa.
Purtroppo il business ha annacquato molto di quelle iniziative, trasformando Temple Bar in un punto nevralgico per attrarre i turisti, ma (sempre nella stessa area) qualcuno sembra ancora conservarne lo spirito, e spero che Dublino, in un modo o nell’altro, riesca sempre a offrire queste possibilità a chi ha tanta voglia di fare.

Drawing ghosts

I was asked, on more than one occasion, how do I draw people in motion, like walking down a street. The answer is simple: I’m actually drawing, let’s say, a kind of a ghost of the person who was just walking there a few seconds ago, or was standing but then has completely changed position.
The things I try to perceive first are the face, the pose, the clothes, and then as quickly as I can I try and sketch a gesture similar to what I saw in those people when I started to draw them.
I learned (in fact, I’m still learning) with the help of techniques like gesture sketching, which teaches you to draw a body with few essential lines, and then finish it with a bit of imagination. It’s a technique, like all the others, that requires many hours of practice, practically every day.


Mi è stato chiesto, in più di un’occasione, come faccio a disegnare gente in movimento in mezzo a una strada. La risposta è semplice: disegno, diciamo così, una sorta di fantasma della persona che è appena passata o che ha cambiato completamente posizione.
Le cose che cerco di percepire sono l’espressione, la posa, i vestiti, e poi disegno più in fretta che posso una gestualità simile a quella in cui ho visto la persona quando ho iniziato a ritrarla.
Ho imparato (anzi, sto imparando) con l’aiuto di tecniche come la gestualità, che ti insegna a disegnare un corpo con pochi tratti essenziali, per poi finirlo anche con un po’ d’immaginazione. È una tecnica, come tutte del resto, che richiede tante ore d’esercizio, praticamente ogni giorno.

Room for improvement

At the Irish Museum of Modern Art (IMMA) with the Sketchers.
I didn’t check, honestly, whether the room I found myself in was an artistic installation or a recreation room (some things gave me the idea that it was a room for children to play in, but I could be completely wrong).
All I wanted to do – and I really enjoy doing it lately – was to play with perspective and the room seemed interesting enough.
I am quite satisfied with the result (I will never be fully satisfied about my work: I’ll have to live with it), considering that I have begun to understand how this kind of perspective works just recently.

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Al museo di arte moderna (IMMA) con gli Sketchers.
Non ho guardato, onestamente, se si trattasse di un’istallazione artistica o di una stanza ricreativa (alcune cose mi davano l’idea che fosse una stanza per far giocare i bambini, ma potrei sbagliarmi alla grande).
Tutto quello che volevo fare – e che mi piace molto fare ultimamente – era estremizzare un po’ la prospettiva, e la stanza sembrava prestarsi bene allo scopo.
Sono abbastanza soddisfatto del risultato (non lo sarò mai pienamente, coi miei lavori: ormai mi sono rassegnato), considerando che ho cominciato a capire come funziona questo tipo di prospettiva da poco.

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